ALDO VIANELLO
Uno srittore timido, solitario e silenzioso, fosse pure un perfetto genio, nel nostro tempo è letteralmente spacciato se non gode di una invidiabile forza personale e di un supporto di squillanti fanfare. La ritrosia di Aldo Vianello diviene una ostinata dote preziosa, una impareggiabile virtù. la critica altamente positiva per i suoi lavori, la stima letteraria a lui pervenute, strada facendo, da parte di chiarisssime personalità, quali Ezra Pound, Diego Valeri, Aldo Palazzeschi, Facco de Lagarda; Carlo della Corte, Ugo Foscolo, Nantas Salvalaggio, tengono a battesimo numerose raccolte dei versi di Aldo e su queste gravitano consensi elargiti senza riserve.

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Apro lo scrigno.

........................ad Arrigo Cipriani.

Lentamente, con mano leggera,
apro lo scrigno dei puri gioielli,
Vi ritrovo l'amico elegante
che possiede la grazia
di scrivere voli senza tempo.


Nel suo celebre luogo di ristoro
il mondo è più saggio,
riprende forma il senso della vita,
èurro il quadro dell'incontro.

Ha la stoffa di un capitano
che abbraccia il sogno
e sorridendo getta le ancore
in fondo al bicchiere amico.

Non Umiliate La Mia Pazienza.

Io non valgo un sorriso:
(i libri che ho scritto con dolore
Sono buoni solo per fuoco).

Angeli senza nome,
compagni del mio esilio,
con voi ho spartito le mie ore
deserte come rupi.

Voi che soffrite
Gli oceani della pietà,
non umiliate la mia pazienza,
o la mia pena sarà più dura.



L’ Isola dei Pazzi

Ho varcato una grande porta
d i ferro
piena di gridi e di rabbia:
Ho seguito un poderoso
a ngelo della pena
i n una sala gremita
d ’uomini grigi.
Ero come una statua nell’angolo,
tra gesti agitati
e risa di strega.
Il pranzo era grasso,
qualche piatto d’acciaio
sporcava il muro
di mela e cioccolata.
Un confetto del sonno
m i allontanò dalla notte
d ei volti chiusi;
e il Cristo dei poveri
giocava con noi
partite di dama
nere e bianche,
ma senza fine.

 

"...Non sono uno di quegli scrittori che ogni anno si mettono bene in mostra, con sul capo una corona di foglie incorrotte, circondati da personaggi apparentemente diversi da quelli del gioco degli scacchi. Sono felice soltanto di essere un umile operaio nato fra due porti, così da sentirmi una vela che avrà sempre pari al cuore lo spirito. Non possiedo un tavolo, una sedia, ma forse, nonostante la sensibilità, la mia mano è tanto forte selle mie solide ginocchia, o sulla pietra dura delle mie parole..." Aldo Vianello dal libro, Il mare alle ginocchia, ediro da Bino Rebellato nel 1970.

Eventuali copie , opere o testi dello scrittore Aldo Vianello scrivere a: artsvenice@msn.com

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"E.T."  2004 scultura by  giuseppe frison. Tramonto sulla Laguna di Venezia dall'Isola di Pellestrina con composizione in vetro. By Giuseppe Frison 2006.

 

 

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